30 dic 2006

PENA DI MORTE

Parlo della pena di morte dopo aver visto Saddam con il cappio al collo. L'ex dittatore iracheno è stato giustiziato dopo un regolare processo. Non scandalizziamoci troppo! In Amerca, il paese delle libertà, esiste ancora la pena di morte come nella Cina ex comunista! Io sono contrario alla pena di morte ma non so come reagirei se qualcuno ammazzasse la mia famiglia. E' facile parlare quando non si è coinvolti di prima persona. Esiste una morte fisica ed una mentale e se Saddam l'avesse fatta franca in qualche modo, la vera pena di morte sarebbe stata la sua scarcerazione. La morte di un individuo pericoloso è certamente una garanzia della pena, ma anche una grande ingiustizia se il malcapitato è innocente. Le pene carcerarie oggi non garantiscono niente! Tutti sanno come funzionano le cose: politici assolti per prescrizione, assassini liberi grazie a sconti di pena, evasori condonati, eccetera.
Sono contrario alla spettacolarizzazzione televisiva che rappresenta Saddam come martire e non come carnefice.

28 dic 2006

INFORMAZIONE

Telegiornale di ITALIA UNO. Hanno fatto un servizio su una velina! Niente da dire sulla bellezza della donna, ma che credibilità può avere un telegiornale del genere? Per far aumentare gli ascolti del telegiornale mettono un bel culetto...
L'informazione ha perso la serietà .

26 dic 2006

L'ACQUA A PAGAMENTO


Mentre bevo la mia minerale, penso a come la pubblicità sia riuscita a far vendere qualcosa che dovrebbe essere gratis o quasi. Gli esperti di CHIMICA, laureati in economia e commercio, dicono che l'acqua di casa sia meno buona di quella imbottigliata e venduta al supermercato. L'acqua che scende dai rubinetti delle nostre case viene usata per la pasta e per lavarci. Se essa non fosse buona saremmo tutti ammalati. In rete vorrei trovare un sito che mi fornisca i risultati delle analisi sull'acqua di casa mia, visto che la pago, la bevo e la uso per cucinare. Ma dove posso trovare queste INFORMAZIONI? Sulle bottiglie di acqua minerale c'è un'etichetta, ma sul mio rubinetto no.
CHIMICI E BIOLOGI ITALIANI FACCIAMOCI SENTIRE GRAZIE

25 dic 2006

BUON NATALE

La neve bianca e il silenzio delle città riaccendono sentimenti buoni che scaldano l'anima e fanno riavvicinare le persone. Il VERO senso del Natale è lo stare insieme alle persone a cui vogliamo bene. Oggi ascoltavo il discorso del papa e guardavola gente mentre parlava di pace, di famiglia di solidarietà e di rispetto...mi chiedevo se il messaggio sia arrivato dentro le loro teste. Non passa un giorno senza una brutta notizia. Oggi è Natale e le brutte notizie non le vogliamo.
Buon Natale a tutti gli abitanti di questo pianeta.
Mauro

24 dic 2006

BUONE FESTE

21 dic 2006

AIUTATE L'INFORMAZIONE ITALIANA

L'informazione italiana è controllata dalla pubblicità. Ad esempio, Emilio del Tg4 non fa il giornalista pulito e corretto (come quando lavorava in Rai) ma solo propaganda politica al nanetto. Forse per una giusta causa?No, credo solo per soldi. Il giornalista è una persona che ha studiato tanto per informare al meglio la gente e non può vendersi così. Non può un giornalista mistificare la realtà. Scusate, ma chi se frega se un giornalista scrive bene se poi racconta solo balle?

20 dic 2006

IL COSTO DEL LAVORO

Il costo del lavoro sembra qualcosa da eliminare. Ma costo del lavoro significa in realtà potere d'acquisto per i lavoratori. Quando l'industriale dice che vuole ridurre il costo del lavoro, in realtà sta dicendo:-Voglio arricchirmi riducendo il vostro potere d'acquisto.-
Col risultato paradossale che la loro avidità li porta sul lastrico perché la gente poi non ha i soldi per comprare la roba. Lo diceva Henry Ford un secolo fa: -E' importante che i miei operai possano comprare le auto che essi stessi producono. -
Gli industriali accusano la politica. Ma in tutti questi anni, a fronte delle cospicue agevolazioni statali, gli industriali non hanno fatto molto per innovare i prodotti, la causa più importante della perdita di competitività sui mercati.
Altro esempio di avidità utopistica: nel nordest le industrie si sono specializzate nell'outsourcing all'estero ( Romania, Cina, Argentina). “Un milione di nuovi posti di lavoro”: sì, all'estero.
Tu imprenditore ti arricchisci, ma prosciugando l'economia locale. Non solo perché non dai lavoro qua, ma anche perché il consumatore italiano paga il prodotto come se avesse un costo del lavoro italiano.
Da questo punto di vista l'outsourcing non è che un modo più veloce per sottrarre soldi alla collettività. E' l'idrovora.
Inoltre l'outsourcing sposta il conflitto sociale: prima era fra imprenditore e lavoratore, con in mezzo un sindacato che garantiva i diritti; adesso è fra lavoratore italiano e lavoratore estero, niente sindacato, niente garanzie.
Un marocchino in Umbria lavorava in nero. Muore. Abbandonato sulla strada. Napoli, edile non in regola, morto lasciato in un fosso. Le morti sul lavoro ci impongono di rimettere al centro la persona, non il profitto a tutti i costi. Mi sembra tutto un po' immorale. Non lo so, devo chiedere a Cesare Previti.

AUTORE: Daniele Luttazzi

19 dic 2006

LA PANTERA

Questo animale rispecchia il mio stato d'animo quando sono incazzato.
Lo sfondo della fotografia è intenzionalmente sfocato per far risaltare gli occhi dell'animale. I baffi ben definiti e risaltano sullo sfondo nero. I colori sono forti e decisi: nero, rosa, bianco, e verdino chiaro.

18 dic 2006

ASSASSINO SCARCERATO DOPO 2 ANNI

Benzinaio ucciso a Lecco: Dopo 2 anni Scarcerato omicida
10 dicembre 2006 alle 20:31 — Fonte: repubblica.it


Scarcerato dopo soli due anni di carcere per decorrenza dei termini. Da oggi Domenico Elia, il giovane lecchese che la sera del 25 novembre 2004 uccise durante un tentativo di rapina il benzinaio Giuseppe Enrico Maver, 61 anni, è tornato in libertà. Un provvedimento che ha già mandato su tutte le furie la figlia dell’uomo, Tiziana. Elia all’epoca dei fatti era ancora minorenne e si costituì due settimane dopo il delitto, che fece molto discutere anche per l’iniziativa della Lega Nord di istituire 25 mila euro di taglia per individuare gli assassini. Erano da poco passate le 19 quella sera, quando Domenico, residente a Malgrate, con il complice 28enne Domenico Ciancaleoni, in sella ad un motorino arrivarono al distributore della Tamoil in località Chiuso, alla periferia di Lecco. Il più grande impugnava una pistola alla quale, durante un tentativo di reazione del benzinaio, partì il colpo assassino che raggiunse l’uomo al cuore. Poi la fuga. Ciancaleoni fu catturato subito dopo che Elia si costituì ai carabinieri accompagnato dalla mamma e dall’avvocato Vito Zotti. Ciancaleoni il 21 febbraio prossimo comparirà davanti alla Corte d’Assise e Appello di Milano. In primo grado fu condannato a 20 anni con rito abbreviato, mentre Elia dal Gup dei Minori di Milano a 8 anni in primo grado, elevati a nove in secondo.
INAMMISSIBILE! Sono del parere che questa triste storia alimenti l'odio verso la giustizia e spinga la gente ad acquistare un'arma per difendersi. Sono contro la pena di morte ma anche alla morte della GIUSTIZIA. Certo non si può rovinare la vita di un ragazzo che sbaglia ma bisogna COMUNQUE punirlo in modo giusto per evitare che altri, in modo analogo, ripetano il percorso RAPINA-2 ANNI DI GALERA-LIBERTA'. Cioè in poche parole una grande STRONZATA!

17 dic 2006

IL MIO MIGLIORE AMICO

LOCANDINA

François (Daniel Auteuil) è un antiquario, ha una socia nel business, e ha quindici appuntamenti al giorno. Ha un solo problema: non ha un amico. Per provare il contrario fa una scommessa: entro dieci giorni dovrà presentare alla sua socia il suo migliore amico.L’amicizia è un tema spesso affrontato dal cinema, in modo profondo o superficiale, in quanto valore unico e insostituibile e fondamento delle relazioni che legano gli uomini. Patrice Leconte, sulla base di un soggetto di Olivier Dazat, non si limita a raffigurare il senso dell’amicizia, ma parte dall’ipotesi di negarla, dichiarando nella figura di François che sia possibile vivere solo con l’obiettivo di ottenere soddisfazioni dal lavoro. Il problema del protagonista è quello di non sapere realmente cosa sia un amico. Tutte le conoscenze, le relazioni d’affari, fredde e fugaci, sono l’unica sua fonte di vita sia umana che professionale. Anche la sua donna (incredibile che ne abbia una), è probabilmente presente per questioni sociali, vittima di una precarietà affettiva (“L’amore si può anche vendere, l’amicizia no”). In questo il ruolo di Auteuil ricorda alla lontana Un cuore in inverno, dove interpretava un uomo incapace di amare.La situazione in cui l’antiquario si trova è quindi una solitudine mai accettata, che il regista esprime con leggerezza e ironia, in un parallelo con la vita di Bruno, un tassista (Danny Boon, in un’ottima interpretazione) che in apparenza è affabile e parla con tutti, ma che in realtà è solo, come François. La differenza di classe, in alcuni casi non conta.